Le varianti del Go

Group of players concentrating during a Go match at a local club gathering
Group of players concentrating during a Go match at a local club gathering

Le varianti del Go sono modi diversi di giocare. Qui te ne proponiamo alcuni, nuovi e curiosi, per dare un po’ di pepe alle tue partite.

Introduzione

Ogni anno, al Congresso americano di Go, Terry Benson organizza una serata chiamata Crazy Go: tutti si ritrovano nella sala di gioco principale per provare le varianti del Go e conoscere gente nuova. Le varianti possono metterti davanti a situazioni nuove e curiose che in una partita normale non capitano mai, farti lavorare il cervello in un altro modo, oppure servire solo a divertirsi come matti.

Rengo

Il rengo (il Go a squadre, noto soprattutto nella forma del Pair Go) è una delle varianti di Go più popolari. In questa variante ogni colore è affidato a due compagni, che si alternano a ogni mossa.

Colorata illustrazione a fumetti di bambini che giocano e imparano il Go
Illustrazione del 33° Amateur Pair Go Championship

A differenza delle altre varianti di cui parliamo qui, il rengo ha un suo circuito agonistico. Ogni anno la Japan Pair Go Association organizza il World Pair Go Festival, il Professional Pair Go Championship e l’International Amateur Pair Go Championship. 

Regole

  • I due compagni siedono uno accanto all’altro, di fronte alla coppia avversaria, dall’altra parte del goban
  • I compagni devono alternarsi: giocare fuori turno costa tre punti di penalità
  • I compagni non possono parlare della partita

Come vedrai, in tutte queste varianti le regole sono elastiche: basta mettersi d’accordo prima con gli altri giocatori e puoi adattarle quanto vuoi. In una partita tra amici, per esempio, può darsi che a nessuno dispiaccia commentare una situazione dopo che si è chiusa sul goban. 

Handicap

L’handicap nel Pair Go è una faccenda interessante. Se vuoi giocare con l’handicap, fai la media dei gradi dei due giocatori e poi calcola la differenza di pietre come al solito. 

Perché giocare a rengo?

Il rengo ti porta in posizioni nuove e interessanti, dove da solo non arriveresti quasi mai. Devi restare aperto alle mosse del compagno ed essere disposto a sposarne la strategia.

Strategie 

Ci sono alcune strategie tipiche del rengo. Quasi tutte partono dal presupposto che nella coppia ci siano un giocatore più debole e uno più forte:

Timesuji: il timesuji, o time-tesuji, è di solito una mossa forzante o una minaccia di ko giocata per non perdere a tempo mentre pensi a una mossa in un’altra zona del goban. Nel rengo serve a «passare» una mossa al compagno. 

Immagina di essere il più debole della coppia e di trovarti davanti a un problema di vita e morte complicato. L’hai letto per bene, ma non sei ancora sicuro di quale sia la mossa che uccide. Le ultime mosse del tuo compagno ti fanno pensare che veda qualcosa che a te sfugge, così giochi una minaccia di ko dall’altra parte del goban. Dopo la risposta dell’avversario tocca al tuo compagno, e sarà lui a giocare la mossa che uccide. Questa tecnica, tutta del rengo, può decidere la partita. 

Scegliere il Nero o il Bianco: nel Pair Go la scelta del colore non dipende solo dal komi. L’ordine di gioco di solito è: Nero debole > Bianco debole > Nero forte > Bianco forte > e si ricomincia. Con quest’ordine, il Nero debole gioca subito dopo il Bianco forte. Per questo c’è chi considera un vantaggio prendere il Bianco: non vuoi rischiare che il giocatore più debole della tua coppia finisca in una trappola preparata dall’avversario più forte. 

Non tutti però consigliano di usare queste strategie. Il professionista nordamericano Michael Chen la mette così: «La cosa migliore che puoi fare è giocare al meglio delle tue possibilità… Quando un giocatore si mette nell’ottica di “non so come uscirne, pensaci tu”, psicologicamente è un danno». Per Chen il Pair Go è tutto qui: avere fiducia nel compagno e in te stesso, e giocare ciascuno al meglio delle proprie possibilità. Tutto il resto danneggia il rendimento e l’apprendimento. 

Una variante dentro la variante

Dimmi se ti è mai capitato. Vai al tuo circolo di Go, tutto contento di giocare con gli amici, ma quando conti i presenti scopri che il numero è dispari. E adesso? Qualcuno resta fuori a guardare? Magari c’è un giocatore abbastanza forte per una simultanea. E se invece si giocasse due contro uno? Il rengo si adatta senza problemi: prendi il più forte e il più debole dei tre, mettili in coppia contro quello di mezzo, calcola l’handicap come sopra e si parte. Così nessuno resta a bocca asciutta. 

Go a più colori

Il Go a più colori (multi-color Go) è un altro modo creativo per coinvolgere un numero dispari di giocatori, o per divertirsi in quattro. 

Il nome dice tutto: ci sono tre o più giocatori, ma invece di fare squadra come nel rengo si aggiunge un altro colore. Serve quindi un altro set di pietre. Esistono aziende che producono pietre colorate, ma puoi anche inventarti qualcosa e usare monete o gemme di vetro decorative. Puoi provarlo anche online su https://dipgo.net/ 

Aspetti da considerare

Conteggio ad aree: conviene usare il conteggio ad aree, cioè le regole cinesi. Il motivo: se due giocatori collaborano per catturare una pietra, non è chiaro a chi vada quel prigioniero. Con il conteggio ad aree i prigionieri non contano e il problema non si pone. 

Diplomazia – nel Go a più colori puoi parlare di strategia con gli altri giocatori, stringere alleanze, collaborare oppure tradire. 

Close-up of a Go board showing a corner position with black and white stones

Guarda per esempio questa situazione. Di norma Bianco sarebbe vivo dopo aver giocato la pietra segnata, ma con un terzo giocatore in campo lo si può uccidere se Nero e Rosso collaborano. (In tutti i diagrammi l’ordine di gioco è Nero > Bianco > Rosso.)

Diagramma di Go che mostra una variante tattica con pietre numerate
Bianco non ha più spazio per gli occhi e non vive

Quando però Bianco muore, è Nero a guadagnarci territorio. Una situazione così è un’ottima occasione perché Rosso strappi qualcosa a uno dei due: «Ti aiuto a uccidere Bianco, ma tu lasci vivere il mio gruppo d’angolo», oppure «Ti lascio vivere, ma mi devi un favore». 

Seki

Con più giocatori il seki funziona diversamente. 

Go board diagram illustrating a life and death situation near the edge

In una partita normale questa sarebbe una posizione di seki, ma qui Rosso ha il potere di rovinarlo. 

Go board diagram showing a sequence of moves marked with numbers

Se Rosso gioca in M1, Nero cattura quattro pietre in un colpo solo (tre bianche e una rossa) e si ritrova con un occhio da quattro spazi, che vive. O meglio… non vive. Bianco gioca in K1 e a quel punto Rosso può uccidere con L1, oppure fare tenuki e lasciare che Nero si faccia due occhi. 

Go board diagram highlighting captured stones in a local fight

Ancora una volta, in un combattimento tra Bianco e Nero, Rosso ha un enorme potere di contrattazione. 

Questo non vuol dire che nel Go a più colori i seki non esistano: sono solo più rari. Qui sotto trovi un esempio di seki a tre. Né Bianco né Nero possono avvicinarsi alle pietre rosse nell’angolo senza finire in atari. Allo stesso modo Rosso non può catturare nessuno dei due gruppi, perché anche a lui mancano libertà. 

Un goban con un possibile seki a tre colori
Un possibile seki a tre colori

Go zen

Non tutte le varianti di questo elenco nascono per un numero dispari di giocatori, ma eccone un’altra. Nel Go zen (Zen Go) il numero dispari è addirittura obbligatorio. 

Come si gioca

Serve un gruppo di almeno tre giocatori, meglio se in numero dispari. Si siedono in cerchio attorno a un goban e, a turno, giocano la mossa che ritengono migliore per quel colore. Con un numero dispari ti ritrovi a giocare una volta per Nero e una volta per Bianco. L’obiettivo, quindi, non è vincere: è trovare la mossa migliore.

Una partita di Go zen ha parecchi vantaggi. Non pensi a vincere o a perdere, quindi puoi concentrarti solo sul capire la partita. Puoi anche commentarla apertamente con gli altri, il che ne fa un ottimo strumento didattico. Più ancora del rengo, il Go zen ti mette in posizioni in cui non finiresti mai. 

Questa variante si chiama Go zen perché richiama il principio taoista del non agire (wu wei), che sta tutto nel lasciar andare l’ego e nel farsi tutt’uno con il flusso della natura. Qui rinunciamo alla smania di vincere e impariamo a seguire il flusso naturale delle pietre.

«La vera maestria si raggiunge lasciando che le cose seguano il loro corso, non intervenendo.» 
– Lao Tzu, Tao Te Ching

Altre varianti

C’è una variante simile in cui non si segue un ordine fisso: si interviene quando si vede una mossa che sembra interessante. Può diventare caotica, ma in compenso funziona anche con un numero pari di giocatori. 

Go dei traditori

Non potevo non aggiungere il Go dei traditori (traitor Go) a questo elenco: è il preferito dei circoli di Chicago. Se cerchi una variante che aggiunga un pizzico di caos e di casualità alle tue partite, è questa. 

Come si gioca

L’idea del Go dei traditori è questa: nella tua ciotola finiscono alcune pietre dell’avversario, così ogni volta che ne peschi una c’è la possibilità che sia la sua invece della tua. Quando succede, devi comunque posarla dove avevi deciso di giocare. Può essere una frustrazione enorme oppure una soddisfazione altrettanto enorme. 

Se vuoi fare le cose per bene, procurati un sacchetto con i lacci per nascondere le pietre e annuncia la mossa prima di pescare: così non puoi cambiare idea dopo aver visto quale pietra ti è capitata. Detto questo, è una variante informale. Se non hai un sacchetto puoi anche tenere la ciotola sotto il tavolo e giocare sulla fiducia, senza annunciare ogni mossa. 

Yellow Go board with bowls of black and white stones on a wooden table

Quante pietre scambiare? 

Ti consiglio di partire dal 10% delle tue pietre, ma prova a variare il numero finché non trovi il livello di caos che ti piace. Puoi anche mettere più pietre traditrici nel sacchetto di un giocatore, come handicap alternativo alle classiche pietre sui punti stella. 

Strategia 

In questa variante entra in gioco la fortuna, ma anche parecchia strategia. Una pietra traditrice pescata durante un combattimento, per esempio, è molto più letale. Pescata in un momento tranquillo può valere una mossa grossa, ma difficilmente farà morire un gruppo. Per questo tenere il conto di quanti traditori restano a ciascuno aiuta a decidere se conviene aprire un combattimento. 

Una situazione particolare

Corner position on a Go board demonstrating a capture scenario affected by a coin obstacle

Guarda questa posizione. Bianco può catturare le due pietre nere giocando in T1, ed è l’unico modo che ha per vivere. Che cosa succede se il giocatore bianco pesca dal sacchetto una pietra nera? Di norma una pietra nera in T1 sarebbe una mossa illegale, perché è suicida, ma giocata da Bianco nel Go dei traditori è legale. Le tre pietre nere vengono tolte dal goban e Nero può giocare un sacrificio in T1 per uccidere le pietre bianche. 

Go a pixel

Nel Go a pixel (pixel Go) non giochi una pietra alla volta: giochi un «pixel», cioè un blocco di pietre 2×2. Puoi «puntare» il blocco dove vuoi, ma le pietre finiscono solo sulle intersezioni libere. 

Primo piano di un goban con un blocco 2×2 di pietre nere di fronte a un blocco 2×2 di pietre bianche.
Un pixel   
Diagramma di Go con diversi gruppi di pietre separati e contrassegnati da numeri, con più posizioni segnate su tutto il goban.
Un esempio di apertura

                                          

Tsumego a pixel

Questa variante crea situazioni originali che ti costringono a pensare, soprattutto nella vita e morte. Prova a risolvere questo tsumego a pixel. Il gruppo nero è vivo o morto? Cambia qualcosa a seconda di chi ha il turno?

Go board diagram showing a dense black-and-white stone position forming a compact shape in the center area.
Go board diagram of the same position with triangle markers and a numbered point indicating a key move.

Verrebbe da dire che è vivo se tocca a Nero, perché Nero gioca in 1 e si fa due occhi. Nota che sulle intersezioni △ ci sono già delle pietre, quindi ne viene posata una sola. Nel Go a pixel, però, questo gruppo è comunque morto.

Go board diagram with several stones labeled by numbers, highlighting a move sequence inside the position.
Go board diagram dominated by white stones forming a large enclosure, with two points labeled “10” inside an empty central area.

Per togliere le pietre dal goban, Bianco deve prima riempire tutte le libertà esterne con le mosse da 2 a 6. Poi, con 10, piazza un pixel dentro entrambi gli occhi di Nero. 

In una partita normale questa forma sarebbe viva. Nel Go a pixel, invece, Bianco può appoggiare un pixel proprio al centro e togliere i due occhi in un colpo solo. 

Prova il Go a pixel e scopri quante altre situazioni strane riesci a trovare.

Inquadratura dall'alto di un goban consumato con pietre scure, le mani dei giocatori, le ciotole sul tavolo e una candela accesa.
Il live action di Hikaru no Go – ep. 26

Go a un solo colore

Il Go a un solo colore è una vera sfida: entrambi i giocatori usano pietre dello stesso colore. Devi quindi ricordare quali pietre sono tue e quali dell’avversario. È difficile esattamente quanto sembra, per questo conviene usare goban piccoli, 9×9 o 13×13. Giocare a un solo colore è anche un buon allenamento per la memoria e per la capacità di visualizzare. 

Non è raro che la partita finisca con due giocatori nel pallone, ma è divertente vedere fino a dove riesci ad arrivare. Qui puoi provare contro il computer. 

Go a quattro in fila

A woman and a young boy play a large outdoor Connect Four game on a patio.

Il Go a quattro in fila (4 in a row Go) si ispira a giochi come Gomoku e Quattro in fila (Connect 4), dove l’obiettivo è allineare un certo numero di pezzi. Qui si vince ancora a territorio, ma ogni volta che posi una pietra e ne allinei quattro, giochi un turno in più. Il numero di pietre da allineare si può cambiare a piacere, e basta poco per mandare all’aria qualche joseki, qualche combattimento e perfino qualche posizione di vita e morte. 

Go con monete

Come dice il nome, per giocare a questa variante bastano un paio di monete, da sistemare qua e là sul goban. Le monete si comportano come muri: non si possono catturare, non contano come territorio e non danno libertà alle pietre vicine. È un modo semplice per giocare su un goban di forma irregolare, e ogni partita è diversa dalle altre. È una variante piuttosto recente, inventata nel 2022 dal giocatore canadese Felix Léger.

Preparativi

Per piazzare le monete ci sono due strade: lasciarle cadere a caso e vedere dove finiscono, oppure posarle a turno, una tu e una l’avversario. 

Tsumego con monete

Prova questo tsumego. Tocca a Nero: come può sfruttare la moneta a suo favore?

Go board corner diagram showing a tight black-and-white stone formation with a coin placed beside the position for scale.

Soluzione: Nero spinge Bianco verso la moneta e lo cattura contro il bordo. 

Go board corner diagram with a coin next to the stones and numbered black moves (1–5) marking possible follow-up points.

Altre varianti su YouTube:

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Ho dimenticato la tua preferita? Scrivimelo: sono sempre in cerca di varianti nuove da provare. 

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Commenti

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  1. Great article and more ideas for me to implement in my go app.
    Recently the variant server that had traitor go was discontinued so I created a simple variant server in my go app to play some. Now I’m gonna try to implement some variant ideas from here, zen seems the easiest to implement