Gomoku
Allinea cinque pietre del tuo colore in una fila continua, in orizzontale, in verticale o in diagonale, prima che ci riesca l’avversario.
Come si gioca a gomoku
Il gomoku si gioca su un goban con le normali pietre del Go. Il Nero muove per primo, il Bianco risponde, e ogni turno consiste nel posare una pietra su un’intersezione vuota qualsiasi. Le pietre non si spostano mai e non vengono mai catturate, quindi il goban può solo riempirsi. Vince subito chi forma per primo una fila continua di cinque, in orizzontale, in verticale o in diagonale; se il goban si riempie senza che nessuno arrivi a cinque, la partita finisce in pareggio. Qui giochi contro un bot con dieci livelli o contro un amico sullo stesso dispositivo, su un goban 15×15, 13×13 o 9×9, e scegli le regole: Libero, dove vince una fila di cinque o più pietre; Standard, dove ne servono esattamente cinque; oppure Renju, che penalizza il Nero vietandogli il doppio tre, il doppio quattro e la fila lunga, e segna sul goban ogni punto vietato.
Breve storia del gomoku
Il gomoku è cresciuto all’ombra del Go: stesso goban, stesse pietre e un obiettivo così semplice che si spiega in una frase. Per questo si è diffuso come il gioco da fare con il materiale che si aveva già in casa. Il nome è giapponese, abbreviazione di gomoku narabe: go (cinque), moku (il suffisso con cui si contano i pezzi), narabe (allineare). Siccome muovere per primi è un vantaggio enorme, i giocatori giapponesi hanno creato il renju, una versione con restrizioni che penalizza il Nero. Nel 1994 L. Victor Allis ha dato loro ragione: su un goban 15×15 vuoto, chi muove per primo può forzare la vittoria.
I benefici del gomoku
Fra i giochi da tavolo, il gomoku è il modo più semplice per allenare la lettura. Ogni mossa ti chiede di guardare due o tre mosse avanti e di calcolare che cosa succede se l’avversario risponde nel modo giusto, e il riscontro è immediato: se ti sfugge una minaccia, perdi all’istante. Non c’è niente da memorizzare, quindi chi comincia può dedicare tutta l’attenzione agli schemi e al calcolo; e i livelli più bassi del bot si lasciano sfuggire le minacce come farebbe un vero principiante, così puoi vincere davvero qualche partita mentre impari.
Consigli e principi per vincere a gomoku
Comincia vicino al centro, dove una fila può crescere in ogni direzione: le pietre sul bordo sprecano metà del loro potenziale. Impara a riconoscere il tre aperto, cioè tre pietre tue con spazio libero a entrambe le estremità, perché obbliga l’avversario a rispondere, e le catene di mosse forzanti vincono le partite. Il vero obiettivo è la doppia minaccia: una sola pietra che crea due quattro insieme, impossibili da bloccare entrambi. E tieni d’occhio le diagonali, le linee che sfuggono più spesso.
Gomoku e Go: le stesse pietre, una domanda diversa
I due giochi condividono il materiale e un modo di pensare. In entrambi conta l’influenza: una pietra, una volta posata, non si muove più, e giocare bene significa metterla dove lavora insieme a quelle che hai già. Il gomoku chiede una sola fila di cinque; il Go ti chiede di circondare più territorio dell’avversario. Se grazie al gomoku ti è venuta voglia di conoscere il gioco più antico, impara le regole del Go e usa lo stesso goban.








