Reversi
Intrappola le pietre dell’avversario tra due delle tue per girarle dalla tua parte: a tavoliere pieno, vince chi ne occupa la parte più grande.
Come si gioca a reversi
Il reversi si gioca su un tavoliere 8×8 e comincia con quattro pietre al centro, due nere e due bianche, disposte in diagonale. Il Nero muove per primo. Ogni mossa deve catturare: posa una pietra in modo che una o più file dritte di pietre avversarie (in orizzontale, in verticale o in diagonale) restino chiuse tra la nuova pietra e un’altra delle tue, e tutte le pietre di quelle file passano al tuo colore. Se non hai mosse che catturino, passi e l’avversario gioca di nuovo. Quando nessuno dei due può più muovere, di solito perché il tavoliere è pieno, la partita finisce e vince chi ha più pietre.
Qui i pezzi sono pietre del Go bianche e nere che si girano quando vengono catturate, e le mosse valide si possono far segnare sul tavoliere, così mentre impari non devi andare a cercarle. Un segno indica l’ultima mossa giocata, e l’elenco delle mosse accanto al tavoliere ti permette di ripercorrere la partita all’indietro o di scaricarla.
Gioca contro il computer o un amico
Il bot ha sei livelli. Il primo prende a ogni mossa più pietre che può: è il classico istinto del principiante, ed è un istinto perdente, quindi è un primo avversario alla tua portata. I due successivi guardano una o due mosse avanti e commettono ancora errori molto umani; dal livello 4 in su il computer gioca sul serio, e il livello 6 calcola finché ha tempo e, quando può, risolve il finale in modo esatto. Puoi giocare con il Nero, con il Bianco o lasciar scegliere al gioco; nei primi tre livelli puoi annullare fino a tre mosse a partita.
Per giocare in due scegli «Due giocatori»: si gioca a turno sullo stesso telefono o computer. Una partita non finita resta salvata nel browser finché non ne inizi una nuova.
Breve storia del reversi
Il reversi nacque in Inghilterra negli anni Ottanta dell’Ottocento, e due uomini, Lewis Waterman e John W. Mollett, se ne attribuirono ciascuno la paternità; nelle prime versioni erano i giocatori a posare da sé le prime quattro pietre. All’inizio degli anni Settanta del Novecento, in Giappone, Goro Hasegawa fissò la posizione iniziale a croce diagonale, e la sua versione arrivò nei negozi nel 1973: è la forma che si gioca oggi nei campionati mondiali, ed è quella di questa pagina. I computer lo padroneggiarono presto: nel 1997 il programma Logistello batté 6–0 il campione del mondo Takeshi Murakami. Nel 2023, poi, uno studio condotto al computer ha stabilito che la partita su 8×8, giocata alla perfezione da entrambi, finisce in pareggio.
I benefici del reversi
Il reversi è il miglior maestro che esista per un’idea controintuitiva: il punteggio a metà partita non conta quasi nulla. Una posizione con tante pietre tue sul tavoliere è spesso la più debole, perché ogni tua pietra è una pietra che l’avversario può girare e una casella che non ti offre più una mossa. Imparare a giudicare una posizione da ciò che ti permette di fare dopo, e non da ciò che hai già, è un’abitudine che ti porti in ogni gioco di strategia. E siccome l’intero tavoliere può ribaltarsi nelle ultime mosse, allena a contare fino alla fine.
Consigli e strategie per vincere a reversi
Prendi gli angoli: una pietra in un angolo non può mai essere girata e dà stabilità ai bordi vicini. Per lo stesso motivo evita le caselle in diagonale accanto a un angolo vuoto (i giocatori le chiamano caselle X) e fai attenzione alle caselle di bordo che lo affiancano, le caselle C, perché entrambe tendono a regalare l’angolo all’avversario. In apertura e nel medio gioco gira poche pietre e tieniti aperte le opzioni: chi ha più mosse valide di solito finisce per prendersi gli angoli. E nelle ultime mosse conta: le ultime pietre girate decidono la partita, e lo stesso vale per chi riesce a muovere per ultimo in ciascuna zona vuota.
Domande sul reversi
Quale posizione iniziale usa questo gioco?
Quella moderna da torneo: due pietre nere e due bianche incrociate in diagonale nelle quattro caselle centrali, con il Nero che muove per primo.
Che cosa succede se non ho mosse valide?
Passi, e l’avversario muove di nuovo. La partita finisce solo quando nessuno dei due può più muovere.
Il reversi può finire in pareggio?
Sì, quando entrambi i giocatori finiscono con lo stesso numero di pietre: a tavoliere pieno, 32 a testa. È raro, ma succede.
Reversi e Go: bianco e nero, giocati in modo molto diverso
Entrambi i giochi usano pietre bianche e nere su una griglia, entrambi si decidono contando alla fine, e in entrambi angoli e bordi valgono più di quanto sembri. Ma funzionano con istinti opposti. Nel reversi niente è permanente: una pietra può cambiare colore più e più volte fino all’ultima mossa. Nel Go una pietra non cambia mai colore e non si muove mai; resta lì finché non viene catturata, e vinci con il territorio che le tue pietre circondano, non con quante sono. Se ti piace il momento in cui l’intero tavoliere si ribalta, le gare di cattura (semeai) del Go ti sembreranno familiari: una sola libertà decide quale gruppo vive. Comincia dall’Atari Go, dove vince la prima cattura e basta un minuto per capire come si gioca, poi impara le regole del Go.








